Oro

L’oro è un metallo nobile di colore giallo, presente in natura allo stato puro ed estremamente duttile e malleabile. A causa della sua scarsa durezza, per essere impiegato in gioielleria viene legato ad altri metalli. La purezza della lega si misura in carati o millesimi, il titolo più comune è 18 carati corrispondente a 750 millesimi. La composizione determina il colore finale del metallo; il rosa, ad esempio, è conferito dal rame.

Diamanti

Il diamante è la pietra preziosa per eccellenza, un pegno d’amore raro e bellissimo, conosciuto fin dall’antichità per l’eccezionale durezza, tanto da essere chiamato ‘adamas’, in greco antico, ‘invincibile’. Orsini impiega diamanti di elevata qualità esclusivamente conflict free, provenienti da aree non insanguinate, in accordo con il codice etico internazionale stabilito dal Kimberly Process. Ogni diamante è unico ed eterno.

Questo minerale, formatosi milioni e milioni di anni fa nelle viscere della terra in seguito al processo di cristallizzazione del carbonio, è il materiale naturale di massima durezza secondo la scala di Mohs.

Dal punto di vista commerciale, il valore di un diamante può essere stabilito in base a quattro parametri che rappresentano il criterio universalmente noto come 4 C: Carat (peso), Clarity (purezza), Colour (colore), Cut (taglio).

Il peso viene espresso in carati; un carato corrisponde alla ventesima parte di un grammo. All’aumentare del peso, aumenta anche il valore, tuttavia l’incremento non è proporzionale in quanto diamanti grezzi di grande volume sono molto rari.

A differenza di altre pietre, la purezza di un diamante ossia la presenza o assenza di irregolarità sia interne che superficiali, incide in modo decisivo sulla sua qualità. L’aspetto, la posizione, le dimensioni e il numero di impurità vengono analizzate convenzionalmente in base all’osservazione con una lente a 10 ingrandimenti. Un diamante IF (‘Internally Flawless’), internamente puro secondo la classificazione europea, non presenta inclusioni a 10 ingrandimenti. In corrispondenza del grado di purezza inferiore, definito P (‘Piqué’, tradotto letteralmente dal francese ‘macchiato’), le inclusioni o caratteristiche interne diventano evidenti e visibili ad occhio nudo. L’attribuzione dei gradi dipende dunque dalla visibilità delle inclusioni osservate; l’attribuzione dei relativi sottogradi è definita solo per diamanti con peso superiore a 0.30 ct.

  • IF (Internally Flawless) Internamente puro
  • VVS (Very, Very Small Inclusions, VVS1 – VVS2) Inclusioni molto molto piccole
  • VS (Very Small Inclusions, VS1 – VS2) Inclusioni molto piccole
  • SI (Small Inclusions, SI1 – SI2) Inclusioni piccole
  • P (Piqué, P1 – P2 – P3) Inclusioni visibili ad occhio nudo

Il diamante può avere vari colori: non solo bianco ma anche giallo, grigio, marrone, nero ed altri denominati fancy (‘fantasia’, più rari come rosa, blu, verde). Nella scala GIA (Gemological Institute of America), accettata anche dall’Istituto Gemmologico Italiano (IGI) ed accolta nella normativa UNI, le lettere D, E, F, G, H individuano il bianco assoluto detto anche incolore. A seguire, le lettere I, J, K, L rientrano ancora nella gamma del bianco, che sfuma progressivamente verso il giallo fino alla Z.
Infine il taglio è l’unica caratteristica del diamante a richiedere l’intervento e l’abilità dell’uomo. Dalle proporzioni e dalla finitura della sfaccettatura, dipende infatti il gioco di riflessione e rifrazione della luce che fa scintillare il diamante. Il taglio brillante, il più comune, ha 57 faccette (più una se anche l’apice è sfaccettato). La forma può essere, oltre che rotonda, ovale, quadrata, ottagonale, marquise, a cuore, a goccia. In questo caso la scelta è del tutto soggettiva.